Un blackout di due secondi basta a spegnere un PC fisso, a rovinare un file aperto o a far ripartire il NAS nel modo sbagliato. Qui ci sono gruppi di continuità per casa e ufficio davvero in vendita in Italia, dai 600 VA da scrivania fino ai 1500 VA per postazioni complete.
La selezione parte dai watt reali, non dai VA scritti in grande sulla scatola. Contano il tipo di onda in uscita, perché con gli alimentatori a PFC attivo l'onda approssimata crea guai, la presenza dell'AVR per correggere cali e picchi senza consumare batteria, il numero e il tipo di prese, Schuko, bipasso o IEC. Poi il resto: porta USB con software di spegnimento, autonomia dichiarata, batteria sostituibile e reperibile, rumore, assistenza in Italia e prezzo di strada, non di listino. Sono rimasti fuori i modelli usciti di produzione e quelli che nessuno vende più.
L'ordine delle posizioni non lo decide la redazione: lo fanno i voti di chi legge e usa questi gruppi di continuità per casa e ufficio ogni giorno. Nelle schede ci sono pregi, difetti e le recensioni della community: leggeteli prima di guardare il prezzo, perché un UPS sbagliato protegge male e si scopre solo al primo blackout.
Back-UPS BX750MI-GR è la versione con prese Schuko del modello più venduto della serie BX. Dichiara 750 VA e 410 W, lavora in line interactive con AVR e corregge cali e picchi di tensione senza scaricare la batteria. Le quattro prese sono tutte alimentate a batteria e protette dalle sovratensioni. C'è la porta USB per lo spegnimento automatico con PowerChute e la protezione della linea dati.
Regge un PC da ufficio con monitor, router e disco esterno per il tempo di salvare e spegnere con calma. Non è la scelta giusta per un PC da gioco con alimentatore a PFC attivo né per carichi vicini ai 400 W: l'uscita non è sinusoidale pura e l'autonomia crolla in fretta. Il prezzo resta il suo argomento migliore, di solito sotto i 120 euro.
Easy UPS BVX è la linea economica di APC per casa e piccoli uffici. Il BVX1200LI-GR dichiara 1200 VA e 650 W su quattro prese Schuko, con AVR e segnalazioni a LED. Rispetto alla serie BX cambia poco nella sostanza: stessa idea, più watt disponibili, costruzione semplificata. Sui listini italiani gira spesso tra i 110 e i 140 euro.
Va bene per una postazione con PC, due monitor e apparati di rete, oppure per tenere in piedi modem, router e videosorveglianza per una mezz'ora. Chi vuole leggere carico e autonomia a schermo resta a bocca asciutta, perché il display non c'è. Anche qui l'onda in uscita è approssimata, quindi conviene controllare l'alimentatore prima di collegare un PC recente.
Il 5E Gen2 è la fascia di ingresso di Eaton, rivista rispetto al vecchio 5E. La versione 900 USB DIN dà 900 VA e 480 W su due prese DIN, ha AVR con doppio boost e si collega al PC via USB per lo spegnimento ordinato con la suite software Eaton. Il corpo misura circa 10 x 15 x 29 cm e in funzionamento normale non fa rumore. Garanzia di due anni, batteria inclusa.
Scelta sensata per NAS, mini PC o una singola postazione dove lo spazio manca. Le prese però sono due soltanto: quasi sempre serve una ciabatta, e l'ordine sotto la scrivania va a farsi benedire. Chi ha bisogno di più uscite può guardare la variante IEC a quattro prese, che richiede cavi C13 dedicati.
Ellipse ECO 800 è un UPS offline dal profilo ultrapiatto, pensato per sparire dietro o sotto la scrivania. Dichiara 800 VA e 500 W. Delle quattro prese Schuko tre sono alimentate a batteria, la quarta è solo protetta dalle sovratensioni ed è il posto giusto per stampante o scanner. L'ingresso è C14 con cavo in dotazione, ci sono la protezione sulla linea dati e la funzione EcoControl, che spegne le periferiche insieme al PC.
Adatto a chi vuole ridurre i consumi e non ha bisogno di stabilizzazione. Proprio lì sta il limite: senza AVR, su una rete elettrica ballerina passa in batteria spesso e la consuma inutilmente. In zone con tensione instabile conviene un line interactive vero.
Il CP1300EPFCLCD è il modello che salta fuori ogni volta che serve onda sinusoidale pura senza spendere cifre da sala server. Dichiara 1300 VA e 780 W, ha sei prese Schuko, display LCD con carico e autonomia e porta USB con software PowerPanel. La sinusoide pura lo rende compatibile con gli alimentatori a PFC attivo dei PC recenti e delle console.
È la scelta logica per workstation, PC da gioco o un piccolo server di casa. Pesa oltre dieci chili e occupa spazio: sotto una scrivania stretta sta scomodo. Costa più del doppio di un entry level da 600 VA, ma con alimentatori esigenti è l'unico modo serio per evitare spegnimenti improvvisi appena manca la corrente.
L'iDialog è la serie di ingresso di Riello UPS e l'IDG 800 ne è il taglio più richiesto: 800 VA e 480 W, quattro uscite IEC C13, porta USB e nessuna ventola, quindi silenzio totale. Il corpo è verticale e stretto, circa 9 cm di larghezza per 32 cm di altezza, con tasto ECO che taglia i consumi quando i dispositivi collegati vanno in standby.
Ha senso per NAS, modem, switch e apparati di rete che usano già cavi IEC, oppure per un piccolo armadio dati. Chi vuole collegare un PC di casa deve comprare cavi o adattatori C13, e la cosa costa tempo e soldi. Il frontale non ha display: le informazioni arrivano dai LED e dal software.
Keor Multiplug è la risposta di Legrand a chi non vuole un cubo nero sotto la scrivania. È una multipresa lunga con batteria dentro: 600 VA e 360 W, sei prese multistandard che accettano spine italiane e Schuko, stabilizzazione AVR e una presa USB per caricare il telefono. L'autonomia dichiarata arriva a una quindicina di minuti con carichi leggeri.
Funziona bene su una postazione con notebook, monitor, modem e router, oppure alla cassa di un negozio. Con un PC fisso e una scheda video seria non c'è partita: 360 W finiscono subito. Le prese sono anche piuttosto vicine tra loro, quindi due alimentatori grandi non entrano insieme.
Era Plus è la linea casalinga di Tecnoware e il taglio da 1200 VA è quello che si vede più spesso nei negozi di informatica. Monta una batteria 12 V 9 Ah, ha due uscite Schuko e cavo di ingresso fisso, tecnologia line interactive con onda pseudo sinusoidale. Misura 10 x 14 x 28 cm per 4 kg. Il produttore dichiara fino a 20 minuti con un PC e circa 30 con modem e router.
Il suo terreno sono videosorveglianza, registratori di cassa, modem in fibra e PC da ufficio. Il costruttore stesso avverte che non va usato con alimentatori a PFC attivo, quindi niente PC da gioco recenti e niente console. Due prese sono poche e la porta USB serve solo per lo spegnimento via software.
Il Paxxon 1500 è la carta di Trust nella fascia economica: 1500 VA e 900 W dichiarati, quattro prese di corrente e porta USB tipo B per il collegamento al PC. Trust lo classifica come modello offline, quindi passa in batteria solo quando la rete manca davvero. Il listino è alto, ma in promozione scende spesso poco sopra i 100 euro.
Sulla carta i numeri sono ghiotti per chi cerca watt a poco prezzo. Dentro però c'è meno di quanto sembri: onda approssimata, elettronica semplice, tempi di intervento non da primato. Con alimentatori a PFC attivo può dare problemi, mentre con TV, modem, apparati di rete e postazioni di lavoro leggere fa il suo dovere senza drammi.
Green Cell punta tutto sul prezzo: intorno agli 80 euro questo 600 VA e 360 W porta AVR, display LCD, sei prese Schuko, porta USB e presa RJ45 per la protezione della linea di rete. La batteria è una 12 V al piombo di misura standard, sostituibile senza attrezzi particolari e reperibile ovunque.
Serve a tenere accesi modem, router, telecamere, un mini PC o un NAS piccolo, non molto di più. L'onda in uscita è modificata, quindi con alimentatori a PFC attivo può comportarsi male e spegnere tutto proprio nel momento sbagliato. Finiture e software sono da fascia bassa, plastica leggera e poche opzioni, ma il compito base lo porta a casa.