Guardare Saturno la prima volta lascia il segno, ma davanti allo scaffale dei telescopi astronomici si fa presto a sbagliare acquisto. Questa selezione raccoglie modelli davvero in vendita in Italia, dal piccolo dobson da tavolo al tubo da 25 centimetri, con i prezzi che si trovano oggi sui marketplace.
Nella scelta hanno pesato pochi criteri concreti: apertura reale e qualità dello specchio o della lente, tipo di montatura e quanto è stabile, peso e ingombro una volta smontato, accessori inclusi che si possono usare davvero, e il rapporto tra quello che si vede e quello che si paga. Sono entrati sia strumenti manuali sia telescopi con puntamento assistito, perché servono a persone diverse. Fuori sono rimasti i giocattoli con numeri di ingrandimento gonfiati.
L'ordine delle posizioni lo decidono i voti di chi legge, non la redazione. In ogni scheda ci sono pregi, difetti e recensioni: conviene guardare i contro prima dei pro, perché è lì che si capisce se un telescopio astronomico è adatto al proprio balcone, alla propria auto e alla propria pazienza.
Il Seestar S50 è un telescopio smart tutto in uno: obiettivo apocromatico da 50 mm, focale 250 mm a f/5, sensore CMOS a colori, montatura altazimutale e filtro duale già dentro il tubo. Pesa poco più di 2,5 kg, si apre, si accende e si comanda dal telefono. L'app riconosce le stelle, punta l'oggetto da sola e somma pose brevi, così dopo pochi minuti sullo schermo compare una nebulosa che a occhio non si vedrebbe.
È pensato per chi vuole fotografare senza studiare montature e allineamento polare, anche da un balcone di città. Chi cerca l'osservazione classica resterà deluso: non ci sono oculari, si guarda tutto sullo schermo. Sui pianeti i 50 mm mostrano poco, mentre su nebulose e galassie il risultato sorprende. Nelle serate fredde conviene tenere a portata una power bank.
Dobson da 254 mm con specchio parabolico e focale 1200 mm, rapporto f/4,7. Il tubo in metallo appoggia su una base in legno che ruota su due assi, senza treppiede e senza elettronica. In dotazione arrivano cercatore 9x50, focheggiatore da 2 pollici e due oculari da 25 e 10 mm. Con questa apertura gli ammassi globulari si risolvono in stelle e le galassie più luminose diventano davvero visibili sotto un cielo scuro.
Va bene per chi ha spazio in casa e un'auto per raggiungere un posto buio. Il tubo supera i 17 kg e la base si trasporta a parte, quindi il carico si fa in due viaggi. Non insegue: l'oggetto va riportato al centro a mano ogni minuto. La collimazione degli specchi diventa un'abitudine, serve un collimatore laser o un Cheshire.
Schmidt-Cassegrain da 125 mm con focale 1250 mm a f/10, su braccio a forcella motorizzato e treppiede in acciaio. La pulsantiera NexStar+ contiene un database di oltre 40.000 oggetti: dopo l'allineamento su due o tre stelle il telescopio punta da solo. Il tubo è corto, il set completo pesa intorno ai 12 kg e si smonta in tre pezzi che entrano nel bagagliaio.
È una scelta comoda per chi osserva dal terrazzo e vuole ritrovare gli oggetti in fretta, e per chi ama Luna, Saturno e Giove. Il campo resta stretto, quindi le nebulose grandi non entrano. Con otto pile AA l'autonomia dura poco, meglio un alimentatore o una batteria esterna. Alle alte potenze il treppiede vibra e serve qualche secondo di attesa dopo ogni tocco.
Newtoniano da 130 mm con 650 mm di focale su montatura altazimutale dotata di moti micrometrici. La particolarità è il supporto StarSense: lo smartphone si fissa su uno specchietto, l'app fotografa il cielo, capisce dove punta il tubo e mostra due frecce da seguire finché l'oggetto non entra nel campo. Nessun motore, nessun allineamento su stelle note. In confezione ci sono due oculari da 25 e 10 mm.
Adatto a chi parte da zero e si perde tra le costellazioni, oppure a chi osserva dal cortile con il cielo mezzo illuminato. Serve un telefono tra quelli supportati, la lista si trova sul sito Celestron. Gli oculari inclusi fanno il loro lavoro ma si sostituiscono presto. Il treppiede in alluminio regge, basta non esagerare con gli ingrandimenti.
Dobson da tavolo con specchio parabolico da 130 mm e focale 650 mm. Il tubo è di tipo FlexTube: si accorcia per il trasporto e si allunga con un gesto, così da chiuso occupa poco più di un secchio. Con la base pesa intorno ai 6 kg. Sulla Luna mostra crateri piccoli con ottimo contrasto, su Giove le due bande principali e i quattro satelliti.
È il classico primo telescopio per chi non vuole studiare le montature: si appoggia, si punta a mano, si guarda. Serve però un piano solido e alto, un tavolino da campeggio o uno sgabello robusto. Il tubo aperto lascia entrare la luce laterale dei lampioni, un paraluce di cartoncino aiuta parecchio. Il focheggiatore è basilare, il resto vale i soldi spesi.
Riflettore newtoniano da 130 mm con 650 mm di focale, montatura equatoriale tedesca CG-3 e treppiede in acciaio. Nella confezione ci sono due oculari da 20 e 10 mm e il puntatore StarPointer. Una volta orientata la montatura verso la Polare basta girare una manopola per seguire gli astri, e alle alte potenze la differenza si sente subito. Resta uno dei 130 mm più venduti in Italia.
Un dettaglio tecnico va detto: lo specchio è sferico e la correzione arriva da una lente inserita nel focheggiatore, quindi la collimazione è meno immediata rispetto a un newton classico. Chi guarda Luna e pianeti non se ne accorge quasi mai. Chi pensa all'astrofotografia troverà una montatura senza motori e già impegnata dal peso del tubo.
Rifrattore acromatico da 102 mm con 600 mm di focale, f/5,9, e focheggiatore Hexafoc da 2 pollici, uno dei punti forti della serie Messier. Arriva sulla montatura equatoriale EXOS-2 con treppiede in acciaio, robusta per il tubo che deve portare. Il campo largo è la sua specialità: Pleiadi, Presepe e i campi stellari del Cigno entrano interi nell'oculare.
Adatto a chi vuole un tubo che non si collima e si acclimata in pochi minuti, anche solo per uscire mezz'ora dopo cena. Sulle stelle luminose e sul bordo lunare compare l'alone violetto tipico degli acromatici veloci, si attenua con un filtro fringe killer. Tra tubo, testa, contrappesi e treppiede si superano i 20 kg, quindi il montaggio si fa a pezzi. I motori per l'inseguimento si comprano a parte.
Dobson da tavolo con specchio primario parabolico da 130 mm e focale 650 mm, base in legno bianca e focheggiatore da 1,25 pollici. Il movimento è morbido su entrambi gli assi e la frizione si regola con una manopola, dettaglio che in questa fascia di prezzo manca quasi sempre. Nella scatola arrivano gli oculari base e un cercatore a punto rosso.
È l'alternativa ai dobson da tavolo Sky-Watcher per chi preferisce un tubo chiuso e l'assistenza di un marchio tedesco. Come tutti i modelli di questo tipo va appoggiato su un piano stabile e alto, altrimenti si finisce a osservare in ginocchio. Non insegue e non ha elettronica, quindi per la fotografia serve altro. Su Luna, pianeti e ammassi luminosi rende più di quanto costa.
Uno dei telescopi più economici con 127 mm di apertura: schema catadiottrico Bird-Jones, 1000 mm di focale dichiarati grazie a una lente Barlow 3x integrata nel focheggiatore, montatura equatoriale leggera e treppiede in alluminio. Nel kit ci sono oculari da 20 e 4 mm e un programma di mappe stellari. Sulla Luna, a ingrandimenti bassi, la vista è già soddisfacente.
Va preso per quello che è, uno strumento di ingresso con compromessi evidenti. La collimazione richiede pazienza perché la correzione sta dentro il focheggiatore, l'oculare da 4 mm porta a ingrandimenti che l'ottica non regge e la montatura vibra al minimo tocco. Con un po' di budget in più un dobson da 130 mm mostra immagini migliori. Resta pratico perché il tubo è corto e si sistema ovunque.
Maksutov Cassegrain da 127 mm con 1500 mm di focale, f/11,8, in un tubo lungo poco più di 30 cm e pesante circa 3,3 kg. Essendo chiuso soffre poco le correnti d'aria interne e mantiene la collimazione per anni. Viene venduto come solo tubo ottico, con slitta Vixen, diagonale a 90 gradi e cercatore, e si abbina bene a montature compatte come la AZ-GTi o una EQ3.
È lo strumento giusto per chi ama pianeti, Luna e stelle doppie e vuole qualcosa che entri in uno zaino. Il campo è molto stretto, le nebulose grandi non ci stanno e trovare gli oggetti a mano richiede pratica. Prima di iniziare va lasciato fuori almeno mezz'ora, altrimenti l'immagine balla. Chi cerca un pacchetto pronto deve mettere in conto anche la spesa della montatura.