Chi vuole imparare a costruire un violino o una chitarra si trova davanti a una scelta poco documentata: le scuole di liuteria in Italia sono poche, diversissime tra loro e quasi mai confrontabili sulla carta. Qui sono raccolti gli istituti che formano liutai per davvero, dal diploma statale quinquennale al corso serale per chi di giorno ha un altro lavoro, con le informazioni che servono prima di spostarsi in un'altra città.
Nella selezione hanno pesato criteri concreti: durata del percorso e titolo rilasciato, numero di allievi per banco, se si parte dal legno grezzo o da semilavorati, quanto spazio hanno restauro, verniciatura e messa a punto acustica, chi insegna e con quale bottega alle spalle. Sono state guardate anche le spese reali, cioè retta, attrezzi, legname e alloggio, perché un biennio a Cremona o a Torino costa parecchio più della sola iscrizione. Restano fuori i conservatori, i negozi di strumenti e i corsi di sola manutenzione.
L'ordine delle scuole di liuteria non lo decide la redazione: lo muovono i voti di chi ha frequentato o ha visitato i laboratori. In ogni scheda ci sono pregi, difetti e recensioni, e vale la pena leggere i contro con calma: in questo mestiere la differenza la fanno le ore passate al banco con un maestro accanto, non le fotografie del sito.
civicascuoladiliuteria.comune.milano.it
Fondata nel 1978, è l'unica scuola civica di liuteria in Italia e dipende dal Comune di Milano. In via Noto si lavora su due filoni, strumenti ad arco e strumenti a pizzico, con un percorso professionale che porta alla figura del liutaio costruttore e restauratore. Accanto ai corsi principali corrono proposte più brevi per appassionati, dal "costruisci la tua chitarra" alla manutenzione e riparazione dell'archetto, oltre a masterclass con maestri esterni.
Buona soluzione per chi vive in città o può trasferirsi: essendo civica, i costi restano contenuti rispetto alle accademie private. L'ingresso passa da una preiscrizione con curriculum e da una graduatoria, quindi conviene muoversi presto e presentarsi agli open day. Chi cerca un titolo di studio statale come a Cremona qui non lo trova, e i posti nei laboratori sono pochi rispetto alle domande.
Milano, via Noto 4
Accademia privata ospitata nel palazzo Mina Bolzesi, in centro a Cremona, con un parco intorno e un numero di allievi volutamente basso. Insegna liuteria e archetteria seguendo due tradizioni precise, quella di Simone Fernando Sacconi per gli strumenti e il metodo di Giovanni Lucchi per gli archi. La maggior parte delle ore è individuale, al banco dello studente; non ci sono voti, ma esami pratici a fine semestre e una relazione dettagliata dei maestri, con attestato finale della fondazione.
Attrezzi e legname sono selezionati dalla scuola e compresi nell'organizzazione del corso, il che semplifica la vita a chi arriva dall'estero. Va bene per chi cerca un rapporto quasi da bottega e vuole entrare nel mercato cremonese conoscendo persone giuste. Il titolo però non è statale e la retta di una scuola privata pesa, tanto più sommata al costo della vita a Cremona.
Cremona, via Giovanni Maria Platina 66
Erede della scuola di liuteria di Parma aperta nel 1975 da Renato Scrollavezza dentro il Conservatorio "Arrigo Boito", oggi ha sede al Castello della Musica di Noceto ed è gestita dall'Associazione Liuteria Parmense. Insegnano Elisa Scrollavezza e Andrea Zanrè, liutai con clientela internazionale e lavori pubblicati sul restauro e sulle repliche di strumenti classici. Il percorso è pluriennale, diviso in corso inferiore e superiore, con acustica, tecnologia del legno e chimica delle vernici accanto alle ore di laboratorio.
Adatta a chi vuole una scuola selettiva, poco numerosa e centrata sulla pratica, con un metodo che viene tramandato in linea diretta da mezzo secolo. Meno comoda dal punto di vista logistico: Noceto è un paese e conviene mettere in conto spostamenti quotidiani da Parma. Chi cerca corsi brevi da hobbista qui trova poco.
Noceto (PR), piazza Garibaldi 1
accademialiuteriapiemontese.it
Aperta nel 2016 dal maestro Enzo Cena negli spazi del complesso monumentale di San Filippo Neri, in pieno centro a Torino, punta a rimettere in circolo la tradizione piemontese di Pressenda, Rocca e Guadagnini. I corsi di costruzione riguardano sia gli strumenti ad arco sia quelli a pizzico, chitarra classica e acustica, con durata annuale o biennale e un gruppo ristretto di allievi selezionati. L'Accademia mette periodicamente a disposizione borse di studio biennali e organizza incontri e workshop aperti ai professionisti.
Interessante per chi vuole progettare e collaudare uno strumento intero, seguito da liutai e da tecnici che lavorano anche su rilievi e strumentazione di misura. Ci sono inoltre servizi di manutenzione, riparazione e valutazione. Il rovescio: pochi posti ogni anno, sede in un palazzo storico con spazi non enormi e nessun titolo di studio statale a fine percorso.
Torino, via Accademia delle Scienze 11
La sezione liuteria della Scuola di Artigianato Artistico del Centopievese sta a Pieve di Cento, in un edificio su tre piani dove al primo si costruiscono chitarre e mandolini e al secondo gli strumenti ad arco. Il filo storico è quello di Luigi Mozzani, che aprì bottega a Cento agli inizi del Novecento, e di Mario Maccaferri. I corsi sono quattro, liuteria classica, antica, a pizzico ed elettrica, con lezioni serali in due incontri settimanali e pagamento a bimestri dopo la quota associativa.
È la formula più realistica per chi lavora: si comincia da capo, si esce con lo strumento costruito e la retta è quella di un'associazione senza scopo di lucro, non di un'accademia. Chiaro che due serate a settimana non fanno un liutaio professionista in un anno, e la sede legale a Cento più i laboratori a Pieve di Cento possono confondere chi arriva da fuori.
Pieve di Cento (BO), via Dosso Dossi 2
L'Accademia Romana di Liuteria lavora nella bottega de' Leutari, in via Giuseppe Mantellini, e propone corsi costruiti attorno allo strumento che l'allievo sceglie all'inizio, a pizzico o ad arco. Il programma affianca al banco alcune materie di contorno: basi di teoria musicale e armonia, nozioni di acustica, storia della musica e un minimo di tecnica esecutiva, perché uno strumento va anche provato. Le lezioni si tengono dal lunedì al sabato su tre fasce orarie, mattina, pomeriggio e sera.
La flessibilità è il punto forte: a Roma è una delle poche realtà che permette di incastrare la liuteria con un impiego. La dimensione resta artigianale, quindi molto dipende dal rapporto con il maestro. Non ci sono diplomi riconosciuti, il sito è essenziale e per capire costi e calendario tocca telefonare o scrivere una mail.
Roma, via Giuseppe Mantellini 11
Scuola romana nata come associazione culturale attorno al liutaio Franco Di Filippo, specializzata in corsi brevi e molto pratici. Il formato "full immersion" mette l'allievo in condizione di costruire uno strumento a cassa armonica in sette giorni di lavoro, materiali, hardware per i modelli elettrici e custodia imbottita compresi nella quota di 2.400 euro, alloggio escluso. La scuola resta aperta tutto l'anno, ogni iscritto concorda gli orari settimanali e a giugno le sessioni intensive si spostano all'Isola del Giglio.
Va bene per chitarristi e bassisti che vogliono capire il proprio strumento, provare la costruzione o imparare setup e riparazioni senza impegnarsi per anni. Non è invece un percorso da liutaio classico: nessun titolo, tempi compressi e nessuna formazione sul restauro di strumenti antichi. La quota, per sette giorni, non è leggera.
Roma, via Riccardo Grazioli Lante 62
Piccola scuola siciliana legata al laboratorio di Giuseppe Antonio Severini, a Randazzo, alle pendici dell'Etna, dentro la Casa della musica e della liuteria. La specializzazione è particolare: strumenti a corda medievali e della tradizione popolare, ricostruiti a partire dalle immagini della Cappella Palatina di Palermo e del Duomo di Cefalù. Severini è iscritto al Registro delle eredità immateriali siciliane nel libro dei Tesori umani viventi. L'insegnamento è diviso in tre livelli, dal principiante assoluto a chi già lavora il legno.
I corsi intensivi settimanali coprono legni, pelli, corno, osso e madreperla, colle e vernici, la fattura delle corde in budello e lo scavo del corpo nel massello. Scelta giusta per chi si interessa di musica antica o di organologia. Chi vuole diventare liutaio di violini moderni deve guardare altrove.
Randazzo (CT), Sicilia
La Scuola d'Arti e Mestieri "Francesco Ricchino" è un'associazione senza scopo di lucro nata a Rovato, in provincia di Brescia, con il patrocinio del Comune, e conta una ventina di corsi artigianali, dal restauro ligneo alla tecnica orafa. Il corso di liuteria è la costola più recente del vecchio corso di falegnameria e recupera le arti ausiliarie della scuola, intaglio, intarsio, traforo ed ebanisteria, applicandole alla costruzione degli strumenti. La docenza è affidata a Calogero Giambelluca, liutaio e insegnante in pensione.
Il corso viaggia a numero chiuso e il programma si adatta strada facendo agli allievi, cosa che a Rovato funziona perché le classi sono piccole. Rette basse, atmosfera da scuola di paese in senso buono. Chi cerca un percorso strutturato e riconosciuto, con laboratori dedicati solo alla liuteria, resterà stretto.
Rovato (BS), via Ettore Spalenza 27
Nata nel 1938, è la sezione di liuteria dell'Istituto di Istruzione Superiore "Antonio Stradivari" di Cremona. Il percorso è quinquennale e statale: indirizzo professionale "Industria e artigianato per il Made in Italy", declinazione liuteria, con diploma di stato alla fine. In laboratorio si lavora in gruppi piccoli, di solito da 10 a 12 allievi, con maestri liutai come docenti. Si costruiscono strumenti ad arco e a pizzico e ogni allievo porta a termine uno strumento intero, dalla scelta del legno all'arcatura, dalla graduazione alla vernice. La sede è Palazzo Pallavicino Ariguzzi, a pochi minuti dal Museo del Violino.
È la strada giusta per chi finisce la terza media e vuole imparare il mestiere insieme alle materie scolastiche normali. Le classi sono internazionali, con allievi arrivati da decine di paesi. Chi è già adulto e cerca un corso breve, serale o solo pratico, qui non lo trova: il percorso resta una scuola superiore a tempo pieno, di cinque anni, con iscrizione secondo le regole ministeriali. Da mettere nel conto anche legni, utensili e contributo all'offerta formativa, che pesano più delle tasse.
Cremona, via Colletta 5, Palazzo Pallavicino Ariguzzi