Qui ci sono i software per l'irrigazione agricola usati in Italia: programmi e app che dicono quando irrigare, quanta acqua dare e come comandare le valvole a distanza. Il rating serve a chi ha un'azienda agricola, un frutteto o un vigneto e vuole spendere meno acqua ed energia. Serve anche agli agronomi che seguono più aziende e hanno bisogno di dati chiari, non di sensazioni.
Sono entrate solo piattaforme digitali che lavorano davvero sull'irrigazione: sistemi di consiglio irriguo (DSS), gestionali con un modulo per l'acqua e software cloud che comandano le centraline. I criteri sono pratici. Quanto costa e se esiste una versione gratuita. Se bisogna comprare sensori o altro hardware. Se il programma è in italiano e se c'è assistenza in Italia. Poi le colture supportate, il controllo da smartphone e la compatibilità con gli impianti già presenti in campo.
L'ordine della classifica lo decidono i voti della comunità, non la redazione. Ogni scheda ha pro, contro e recensioni di chi usa questi software per l'irrigazione agricola ogni giorno. Conviene leggere prima i contro: lì si capisce subito se un sistema è adatto alla propria azienda. Chi usa già uno di questi strumenti può lasciare un voto e raccontare com'è andata la stagione.
IRRIFRAME è il servizio di consiglio irriguo di ANBI, l'associazione dei Consorzi di bonifica, sviluppato dal CER, il Consorzio del Canale Emiliano Romagnolo. Per ogni appezzamento calcola il bilancio idrico con dati meteo, tipo di suolo, coltura e falda. Poi dice se irrigare, quando farlo e con quanta acqua. Per l'agricoltore è gratuito e si usa da PC, tablet e smartphone. Gli utenti in Italia sono più di 15.000 e il risparmio stimato supera i 50 milioni di metri cubi d'acqua all'anno.
Va bene per chi prende acqua da un consorzio e vuole un consiglio serio senza spendere. In molte zone il servizio lo attiva il consorzio locale o la Regione, come è successo nel Lazio. Non comanda valvole né pompe: dà solo l'indicazione, l'impianto poi si gestisce a mano o con un altro sistema. La precisione dipende dai dati inseriti per ogni campo, quindi all'inizio serve un po' di pazienza.
xFarm è una piattaforma italo-svizzera per gestire l'azienda agricola, con sede operativa a Milano. Oltre a quaderno di campagna, catasto e dati satellitari, ha un modulo per l'acqua: si creano zone di irrigazione, si leggono i sensori di umidità e arrivano i consigli. Dal 2024 c'è anche xIdro, la soluzione per l'irrigazione automatica. Nelle prove con Agriveneto sulla patata il risparmio d'acqua è stato di circa il 5%, con rese più alte tra l'11 e il 16%.
È adatto a chi vuole un solo programma per tutta l'azienda, non solo per irrigare. Nei pacchetti con sensori, i dispositivi sono in comodato d'uso con spedizione e connettività comprese. C'è anche l'integrazione con le macchine irrigue OCMIS. I prezzi sono pubblici sul sito, IVA esclusa. Chi cerca solo un consiglio irriguo semplice può trovarlo più ricco del necessario.
Agricolus è una società di Perugia nata nel 2017 che crea strumenti digitali per l'agricoltura di precisione. Il suo modello irriguo fa un bilancio idrico con tessitura del suolo, piogge e coltura in campo, e suggerisce quando e quanto irrigare. Sulla mappa si vedono gli indici satellitari, compreso quello dello stress idrico, e il meteo a sette giorni con dati orari. Per il telefono c'è l'app "Agricolus: precisione in campo". Per il mais esiste anche la soluzione dedicata MaysDSS.
Serve a chi coltiva mais, seminativi, vite o olivo e vuole un consiglio basato su satellite e modelli, senza dover comprare subito dei sensori. È comodo anche per i tecnici che seguono più aziende. Oltre all'acqua ci sono modelli per fenologia, malattie, insetti e concimazione. Non comanda l'impianto: valvole e pompe restano da gestire con un altro sistema.
Bluleaf è un sistema di supporto alle decisioni per irrigazione e fertirrigazione, creato da Sysman Progetti & Servizi, azienda nata in Puglia. Il lavoro è partito nel 2009 con progetti di ricerca cofinanziati dalla Regione Puglia, il software è uscito nel 2016. Il modulo irrigazione misura lo stato idrico della pianta e del suolo, calcola l'evapotraspirazione giornaliera dai dati delle stazioni climatiche e manda il consiglio irriguo sullo smartphone. Per la vite esiste la versione Blugrape.
È pensato per colture di valore, come vigneti e orticole, e per agronomi che vogliono dati misurati in campo. La configurazione dei lotti irrigui si fa con un servizio tecnico e agronomico. Sysman sviluppa anche Cultivis, l'ambiente digitale fatto per Irritec. Per chi ha pochi filari è troppo: bisogna installare sensori e seguire i dati con costanza.
evja è un'azienda di Napoli nata nel 2015. Il suo sistema si chiama OPI, da Observe, Prevent, Improve. Una rete di sensori wireless in campo misura umidità, temperatura, radiazione solare e bagnatura fogliare, e manda i dati a un sistema centrale. Con l'intelligenza artificiale OPI dice in tempo reale quando intervenire e quanta acqua dare. Le indicazioni riguardano anche nutrizione, difesa e previsione della crescita.
Funziona bene sulle orticole di valore e in serra, dove ogni errore di irrigazione pesa sul raccolto. L'app si chiama EVJA Agronomic Intelligence ed è disponibile per smartphone. Il sistema parte dai sensori, quindi senza hardware in campo non ha senso. Chi ha grandi superfici a seminativo con basso reddito per ettaro può trovare più adatto un servizio basato solo su satellite.
Netafim è l'azienda israeliana nata nel 1965 che ha portato nel mondo l'irrigazione a goccia, oggi parte del gruppo Orbia. GrowSphere è il suo sistema operativo per l'irrigazione: mette insieme in una sola piattaforma la parte idraulica, quella operativa e quella agronomica. Gestisce irrigazione e fertirrigazione in modo automatico, con sensori, IoT e algoritmi. In Italia è stato presentato a EIMA 2024 a Bologna e prende il posto di NetBeat. La versione FLEX ha un controller con connessione cellulare integrata.
La filiale italiana ha sede a Rapallo e ha acquisito l'azienda Tecnir. GrowSphere è la scelta più semplice per chi ha già un impianto a goccia Netafim e vuole comandarlo dal telefono. Con impianti di altre marche conviene verificare la compatibilità prima di partire. Il costo dipende dall'impianto e va chiesto a Netafim Italia.
WiseConn è un'azienda nata in Cile, con uffici negli Stati Uniti, in Australia, in Spagna e in Italia, a Trento. DropControl è la sua piattaforma per monitorare e comandare l'irrigazione da remoto: una rete wireless di nodi radio in campo, gestita da web e da app. I dispositivi RF-M1, RF-X1, RF-C1 e RF-V1 leggono i sensori e aprono le valvole. Il nodo RF-V1, arrivato in Europa nel 2024, serve per il controllo delle valvole a un prezzo più basso. I nodi installati nel mondo sono oltre 20.000.
In Italia ci sono impianti su meleti e vigneti, per esempio in Franciacorta e a Soave. Va bene per chi vuole far partire più settori o più fertirrigazioni insieme senza andare in campo. Alcuni utenti lamentano che il sito web è scomodo da telefono e che certe operazioni si fanno solo dal computer. Per la rete radio serve un installatore.
Netsens è un'azienda di Calenzano, vicino a Firenze, che produce stazioni meteo e sistemi di monitoraggio per l'agricoltura. Per l'acqua c'è la centralina WiSense 2.0 IoT: comanda le elettrovalvole via cavo o via radio, legge portate e pressioni dei settori, controlla le pompe e avvisa se qualcosa non va. Tutto si gestisce dal portale LiveData o dall'app: turni, turni in sequenza, soglie di partenza e di stop legate a umidità del suolo, pioggia, temperatura o bagnatura fogliare.
Le sonde TerraSense misurano l'acqua vicino alle radici e non vanno calibrate per ogni terreno. Dal 2022 Irritec possiede il 30% di Netsens. Il sistema è adatto a chi vuole automatizzare un impianto con decine di settori e farlo partire in base ai dati veri del campo. Il software è legato all'hardware Netsens, quindi senza le sue centraline non si usa.
Horta è una società di Piacenza, spin-off dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, che sviluppa piattaforme web di supporto alle decisioni per singole colture: vite.net per la vite, grano.net per il frumento, girasole.net e altre. In ogni piattaforma c'è la parte bilancio idrico e irrigazione. Su vite.net l'irrigazione e la fertirrigazione si programmano in base all'acqua reale nel suolo, con avvisi per gelo e caldo. Su girasole.net dal 2020 ci sono anche l'irrigazione di soccorso e la soglia di intervento in percentuale.
È utile a chi vuole un unico strumento per difesa e acqua sulla stessa coltura: viticoltori e cerealicoltori sono il pubblico principale. Dentro ci sono anche i modelli per peronospora, oidio e altri problemi. Non comanda l'impianto, dà solo indicazioni. Ogni coltura ha la sua piattaforma, quindi un'azienda con tante colture diverse deve usarne più di una.
Galcon è un produttore israeliano di programmatori per l'irrigazione. GSI, cioè Galcon Smart Irrigation, è la sua linea di centraline gestite dal cloud: dal programma web o dall'app si programmano irrigazione e fertilizzanti, si impostano i parametri e arrivano allarmi e notifiche. Le unità GSI gestiscono fino a 12 stazioni in corrente continua o 24 in alternata e hanno il modem integrato. L'irrigazione si imposta a tempo, a volume o in millimetri di evapotraspirazione.
In Italia i prodotti Galcon si trovano tramite distributori come Galitalia e i rivenditori di irrigazione. La linea va bene per piccole e medie aziende, frutteti e vivai che vogliono comandare l'impianto dal telefono senza un progetto grande. La nuova serie GSI PRO manda anche avvisi via email. Non dà un consiglio agronomico come i DSS: quanta acqua dare lo decide chi programma.