Quando la rete cellulare sparisce, il telefono non diventa un fermacarte: i messaggi possono ancora passare da un dispositivo all'altro. Questa raccolta serve a chi cammina in montagna, a chi lavora nelle emergenze, a chi resta senza campo a un concerto o durante un blackout, e ai curiosi delle reti radio autogestite. Dentro ci sono solo app di messaggistica mesh offline, cioè programmi che consegnano un testo senza server e senza connessione.
La scelta dei partecipanti guarda a cose misurabili: tecnologia di trasporto (Bluetooth Low Energy, Wi-Fi locale, LoRa a 868 MHz), portata reale di ogni salto, numero di hop, cifratura end-to-end e audit indipendenti, codice sorgente aperto, piattaforme coperte, hardware da comprare e quanto costa, vitalità del progetto e dimensione della rete in Italia. Restano fuori i progetti chiusi come FireChat e le app che parlano di offline ma pretendono comunque un server.
L'ordine non lo decide la redazione: le posizioni le muovono i voti della community, quindi cambiano nel tempo. Conviene leggere ogni scheda per intero, pregi e difetti compresi, e pesare i commenti di chi ha provato l'app sul campo. Un'app di messaggistica mesh offline vale quanto le persone che l'hanno installata nel raggio di pochi metri, quindi la domanda vera è chi la userà con voi.
Nasce nel luglio 2025 da Jack Dorsey, cofondatore di Twitter e capo di Block. Bitchat lavora in Bluetooth Low Energy: ogni telefono fa da nodo e ripete i messaggi, con una trentina di metri per salto e catene di dispositivi per coprire distanze maggiori. Non chiede registrazione né numero di telefono, al primo avvio assegna un nickname casuale tipo anon1234. Interfaccia volutamente retrò in stile IRC, sfondo nero, testo verde, comandi con lo slash. Cifratura end-to-end, codice su GitHub, versioni per iOS e Android.
Buona porta d'ingresso per chi vuole provare il mesh senza comprare hardware: basta uno smartphone recente. Meno adatta a comunicazioni delicate, perché i primi rilasci hanno raccolto critiche dai ricercatori di sicurezza e il progetto resta dichiaratamente sperimentale. E vale la regola di sempre: se attorno nessuno ha l'app, la chat resta muta.
Messenger open source pensato per attivisti e giornalisti, sviluppato da un progetto no profit europeo e verificato in un audit indipendente della tedesca Cure53. Online passa da Tor, ma quando la connessione manca sincronizza i contatti via Bluetooth o Wi-Fi locale, e in casi estremi anche con una chiavetta USB o una scheda di memoria. Oltre alle chat private ci sono gruppi privati, forum aperti via link, blog distribuiti, blocco schermo e pulsante panico che cancella tutto.
Adatto a chi mette la resistenza alla censura davanti alla comodità. I contatti si aggiungono di persona con un QR code o con un link, quindi la rubrica cresce lentamente. Chi usa iPhone deve rinunciare: l'app è per Android, con un client desktop separato per Linux, Windows e macOS.
Veterana del settore: la società, nata nel 2014, ha superato i dodici milioni di utenti e si è fatta conoscere durante le proteste di Hong Kong del 2019 e le manifestazioni in India. L'app "Bridgefy, Offline Messages" crea una mesh su Bluetooth e Wi-Fi Direct: se il destinatario è fuori portata, il messaggio salta sui telefoni vicini fino ad arrivare. C'è anche la modalità broadcast, leggibile da tutti gli utenti nei paraggi, utile dopo un terremoto o un'alluvione. Lo stesso motore viene venduto attraverso un SDK ad altre app.
Funziona su Android e iOS, senza attriti tra le due piattaforme, e resta la scelta più semplice per gruppi numerosi in uno spazio ristretto. Il punto debole è storico: nel 2020 alcuni ricercatori hanno smontato la vecchia cifratura, poi sostituita dal protocollo Signal. L'app, a differenza dei concorrenti open source, resta chiusa.
Progetto francese senza scopo di lucro, avviato nel 2018 e costruito sul protocollo Wesh. Berty non usa server: i dispositivi si trovano da soli in Bluetooth Low Energy o via mDNS sulla stessa rete Wi-Fi, e la stessa app funziona identica con o senza internet. Non chiede numero di telefono né email, i contatti si scambiano con un QR code, tutto il codice è pubblico e le chiavi restano sul dispositivo.
Interessa soprattutto chi segue da vicino il tema della sovranità digitale e accetta un software ancora in maturazione. Gli sviluppatori stessi avvertono che l'app non è indurita per scenari a rischio alto, gli aggiornamenti arrivano a intervalli lunghi e nel 2025 la build Android è rimasta a lungo non disponibile. Come chat quotidiana per un gruppo di amici è presto.
Qui si cambia mestiere: non Bluetooth tra telefoni ma radio LoRa, in Europa sulla banda 868 MHz. L'app per Android, iOS e browser si collega via Bluetooth a un piccolo nodo (Heltec, LILYGO T-Beam, RAK), spesa indicativa tra i trenta e i sessanta euro, e da lì i messaggi viaggiano per chilometri saltando di nodo in nodo. Canali cifrati AES-256, condivisione della posizione, telemetria dei sensori, mappa dei nodi. In Italia esiste una community attiva che documenta la rete a 868 MHz e i ponti sui monti.
Scelta naturale per escursioni, protezione civile, radioamatori e chiunque voglia una rete che non dipenda da un operatore. Bisogna accettare i limiti della LoRa: pochi byte per messaggio, invii lenti, nessuna foto. E la copertura resta a macchia di leopardo, quindi conviene guardare la mappa dei nodi della propria zona prima di comprare l'hardware.
Alternativa più giovane a Meshtastic, con un approccio diverso al routing: flooding controllato e ripetitori dedicati invece di nodi tutti uguali, così la rete regge meglio quando cresce. L'app companion esiste per Android, iOS, Windows, macOS, Linux e browser, e si collega al dispositivo via Bluetooth, USB o TCP. Gira sullo stesso hardware LoRa usato da Meshtastic, quindi chi ha già un Heltec o un LILYGO può provarla cambiando firmware. Ci sono messaggi diretti cifrati, canali e room server per lasciare messaggi a chi è offline.
Va bene a chi smanetta e vuole confrontare due filosofie di rete mesh sulla stessa antenna. Chi cerca la soluzione pronta e con più vicini raggiungibili troverà per ora più nodi sulla rete Meshtastic; la documentazione, poi, è tutta in inglese.
Client di messaggistica LXMF costruito sullo stack Reticulum di Mark Qvist, disponibile per Android, Linux, macOS e Windows. La particolarità è l'indifferenza al mezzo fisico: lo stesso messaggio può passare su LoRa con un RNode, su radio a pacchetto, su Wi-Fi locale, su TCP o su I2P, e i nodi di propagazione tengono in memoria i messaggi per chi è spento. Ci sono anche chiamate vocali, telemetria, mappe e comandi remoti.
È lo strumento di chi ha voglia di studiare: nomenclatura tecnica, impostazioni fitte, interfaccia spartana. In cambio si ottiene la rete più flessibile del gruppo, indipendente da qualsiasi operatore e con identità crittografiche autogenerate. Chi vuole soltanto scrivere a un amico senza campo farà prima con un'app Bluetooth.
Secondo client popolare della galassia Reticulum, firmato dallo sviluppatore neozelandese Liam Cottle. Si installa su Windows, macOS e Linux e si usa da interfaccia web locale, molto più amichevole dei client testuali storici. Supporta RNode su LoRa, collegamenti TCP e I2P, chiamate audio, invio di file e la lettura delle pagine di Nomad Network. Aggiornamenti frequenti e rilasci numerati sul repository.
Serve a chi vuole un nodo Reticulum sul portatile, in casa o al lavoro, magari come ponte per la rete radio locale. Su Android gira solo attraverso Termux, quindi non è la scelta per il telefono in tasca. La prima configurazione delle interfacce richiede pazienza e un po' di lettura del manuale.
App costruita sul protocollo Scuttlebutt: i dati vivono sul telefono, non in un cloud. Oltre a post e commenti ci sono messaggi privati cifrati, e la sincronizzazione avviene via Wi-Fi locale, Bluetooth o internet quando c'è. Tutto resta leggibile offline, comprese le conversazioni scaricate in precedenza. Progetto open source finanziato anche da fondi europei come NLnet, distribuito su Play Store e F-Droid.
Ha senso per gruppi stabili che si incontrano di persona: una classe, un equipaggio, una comunità di valle. Non è un messenger istantaneo, la consegna dipende dagli incontri tra dispositivi e il database locale cresce col tempo. Chi si aspetta notifiche immediate resterà deluso.
App per iPhone e iPad che apre una chat con le persone vicine usando Wi-Fi o Bluetooth, senza passare da internet. Il caso d'uso tipico è l'aereo in modalità volo, il viaggio all'estero senza dati o un rifugio senza copertura: si apre l'app, si vedono gli altri utenti nel raggio utile e si scrive.
Semplice per definizione, e proprio per questo limitata: nessun ecosistema Android, nessuna vera rete a più salti come in Bitchat o Bridgefy, codice non pubblico. Utile da tenere installata come rete di riserva quando si viaggia in gruppo con altri iPhone.