Chi paga ogni mese un abbonamento vuole capire se vale i soldi spesi. Questa raccolta mette in fila le piattaforme di streaming attive in Italia, dai cataloghi enormi ai servizi che campano su un solo genere. Serve a chi attiva il primo abbonamento, a chi vuole tagliare quello di troppo e a chi cerca calcio o anime senza pagare due volte lo stesso contenuto.
Nella selezione contano i prezzi del listino italiano, il numero di schermi in contemporanea, la qualità video, i piani con pubblicità, il download per guardare offline e la libertà di disdire quando si vuole. Pesa anche il catalogo: quanta roba italiana c'è, quanto arriva in lingua originale con sottotitoli, quanto resta disponibile dopo qualche mese. Un occhio va alle app, perché su una smart TV di cinque anni certe piattaforme di streaming diventano lente e la sera si sente.
L'ordine delle posizioni lo decidono i voti della comunità, non la redazione e nemmeno accordi commerciali. Nelle schede ci sono pregi, difetti e recensioni di chi ha già provato il servizio: meglio leggerli prima di attivare una prova gratuita, perché il rinnovo automatico arriva sempre prima di quanto si creda.
Il servizio più usato in Italia per film e serie, con milioni di abbonati secondo i dati AGCOM. Il listino parte dal piano con pubblicità a 6,99 euro al mese e arriva al Premium a 19,99 euro, che sblocca 4K, audio spaziale e quattro schermi insieme. Ogni settimana entra qualcosa di nuovo, comprese produzioni italiane girate in casa, e l'app funziona bene anche su televisori vecchi e chiavette economiche.
Va bene a chi guarda un po' di tutto e vuole un solo abbonamento in famiglia, con i profili separati e il controllo per i bambini. Chi cerca cinema recente d'autore o grandi eventi sportivi resta a bocca asciutta. Altra cosa da sapere: la condivisione fuori casa si paga con l'utente extra, e certi titoli spariscono dal catalogo alla scadenza dei diritti.
Entra nell'abbonamento Amazon Prime, che costa 4,99 euro al mese o 49,90 euro l'anno e comprende anche le spedizioni rapide. Per il prezzo è la proposta più conveniente del gruppo: catalogo ampio, serie originali, la migliore partita di Champions League del martedì e la possibilità di noleggiare o comprare titoli non compresi.
Adatto a chi già ordina su Amazon, perché lo streaming arriva quasi in regalo. Chi vuole solo film potrebbe storcere il naso: dal 2024 i contenuti hanno interruzioni pubblicitarie e per togliere gli spot serve un supplemento mensile. Anche l'interfaccia mescola contenuti compresi e a pagamento, così capita di aprire un film e trovarsi davanti il prezzo del noleggio.
Raccoglie in un posto Disney, Pixar, Marvel, Star Wars, National Geographic e la sezione Star con serie e film per adulti. In Italia il piano con pubblicità costa 6,99 euro al mese, lo Standard 10,99 euro, il Premium 15,99 euro con 4K, Dolby Atmos e quattro riproduzioni in contemporanea.
È la scelta più comoda per le famiglie con bambini: cartoni classici, profili protetti, download sull'app per il viaggio in auto. Chi non ha figli e non segue i supereroi si annoia prima, perché fuori dai marchi grossi il catalogo si assottiglia. Da tenere presente anche il rincaro deciso negli ultimi anni: il Premium ormai costa quasi come due abbonamenti piccoli.
La versione senza parabola di Sky: si paga solo il pacchetto che interessa, senza tecnico e senza decoder. I Pass sono tre, Entertainment con le serie Sky e HBO, Cinema con i film e la prima visione, Sport con Champions League, Formula 1, MotoGP e una parte della Serie A. Entertainment e Cinema di listino stanno sotto i 10 euro al mese, lo Sport costa nettamente di più.
Utile a chi vuole un solo mese di sport o di cinema e poi chiude, oppure a chi vive in affitto e non può montare l'antenna. L'opzione Premium, a pagamento, serve per due visioni insieme e per togliere la pubblicità dall'on demand: senza di essa gli spot ci sono anche pagando. Le offerte con vincolo di dodici mesi costano meno, ma la disdetta anticipata si paga.
Casa della Serie A in streaming: tutte e dieci le partite di giornata, sette in esclusiva. Accanto al calcio ci sono volley, basket, NFL e altri campionati. I piani cambiano spesso nome: quello multisport senza Serie A completa parte da circa 14 euro al mese con impegno annuale, il pacchetto pieno senza vincolo supera i 30 euro al mese.
Per il tifoso che segue una squadra ogni domenica non ci sono molte alternative. Chi guarda una partita al mese paga troppo. La visione doppia richiede due dispositivi sulla stessa rete di casa, cosa che dà noia a chi condivide con un familiare fuori sede, e nelle serate di traffico alto qualche utente segnala ritardi sul segnale rispetto alla TV tradizionale.
Piattaforma gratuita della Rai, aperta a chiunque si registri con una mail. Dentro ci sono i sette canali in diretta, le repliche di fiction e programmi, i film dell'archivio, i documentari delle Teche, i cartoni di Rai Yoyo e podcast. Alcune serie escono qui in anteprima, prima del passaggio in TV.
Perfetta per chi vuole spendere zero e non ha problemi con il gusto del servizio pubblico. Il catalogo è disordinato e la ricerca fa fatica, quindi trovare un vecchio titolo richiede pazienza. Molti contenuti restano disponibili per un periodo limitato e all'estero l'accesso è ridotto per i diritti. La qualità video non arriva ai livelli dei servizi a pagamento.
Il servizio gratuito del gruppo Mediaset: diretta di Canale 5, Italia 1, Rete 4 e canali tematici, più tutte le puntate dei programmi già andati in onda. Sopra c'è Infinity+, il pacchetto a pagamento da 7,99 euro al mese oppure 69 euro l'anno, nato nel 2013 come Infinity TV, con film, serie e contenuti extra senza interruzioni.
Va bene a chi segue i programmi generalisti e vuole recuperare una puntata persa la sera stessa. La parte gratuita è piena di pubblicità, con blocchi difficili da saltare. Il catalogo cinema di Infinity+ pesca molto dal passato e le uscite recenti si contano. Su alcune smart TV l'app resta la parte più debole dell'insieme.
Servizio di Apple nato nel 2019, in Italia a 9,99 euro al mese. Punta tutto sulle produzioni proprie, curate e con budget alti, senza catalogo di titoli di terzi. Chi compra un dispositivo Apple riceve tre mesi compresi, e l'app oggi è presente anche su smart TV Samsung, LG, console e Fire TV, non solo nell'ecosistema di Cupertino.
Buono per chi guarda poche cose ma le vuole scelte bene, con qualità video e audio ai vertici. Chi ama zappare tra migliaia di titoli lo trova vuoto: le uscite sono poche e distanti nel tempo. Uscendo dall'italiano i doppiaggi non sempre ci sono al lancio, e il rapporto tra prezzo e quantità di contenuti resta il punto più discusso.
Arrivata in Italia nel 2022, porta i marchi del gruppo: CBS, Showtime, MTV, Comedy Central, Nickelodeon e il cinema Paramount. L'abbonamento parte da 7,99 euro al mese, con formule annuali più convenienti e sette giorni di prova. Ci sono anche produzioni italiane originali, girate per il mercato locale.
Interessa a chi cerca serie americane, reality e i vecchi cataloghi MTV, oppure ai fan di saghe come Star Trek e Yellowstone. Chi ha già due o tre abbonamenti trova poca roba diversa. Le uscite italiane sono rare e la piattaforma viene spesso regalata dentro offerte telefoniche, quindi conviene controllare se è già compresa prima di pagarla a parte.
Piattaforma dedicata agli anime, con migliaia di serie e i simulcast che escono poche ore dopo la messa in onda giapponese. Gran parte dei titoli ha sottotitoli in italiano, una fetta anche il doppiaggio. Esiste una parte gratuita con pubblicità e limiti, mentre i piani a pagamento togliono gli spot, aggiungono il download offline e la lettura dei manga digitali.
Scelta naturale per chi segue le stagioni giapponesi in tempo reale e non vuole aspettare la TV. Chi cerca film o serie occidentali qui non trova niente. Le licenze italiane non coprono tutto: certi titoli famosi mancano perché sono di altri distributori, e il doppiaggio arriva mesi dopo i sottotitoli. L'app ha ancora qualche inciampo sulle smart TV.